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Isole Eolie “Controverso Patrimonio dell’Umanità”.

In informazione, notizie, attualità on 22 ottobre 2008 at 15:09

Propongo un mio articolo pubblicato tempo fa in Lipari Prima Pagina.
L’argomento e le problematiche connesse infatti continuano ad essere in “Prima Pagina” nell’informazione politico/sociale di Lipari e delle Isole Eolie.

Isole Eolie: “Controverso Patrimonio dell’Umanità”.

Nel 2008 le isole Eolie potrebbero essere cancellate dalla lista Unesco dei Siti Patrimonio dell’Umanità.
Queste “penalizzanti” previsioni vengono fatte….. periodicamente da vari Organismi della Comunità nazionale ed internazionale e provocano stupore, preoccupazione, indignazione….ed altre contrastanti reazioni nell’opinione pubblica mondiale che, conoscendo poco o non conoscendo affatto la realtà di queste isole, rimane a dir poco disorientata e perplessa di fronte a questa eventualità così rara, anzi unica, nella storia della “Heritage list – Unesco”.
Cosa mai sta succedendo alle Eolie per provocare così allarmistiche previsioni? Quali sono i motivi per i quali questo arcipelago vulcanico rischia di essere così duramente e rigorosamente “castigato” ed anche… “umiliato” al cospetto dell’ umanità intera?
Essenzialmente un fatto: La presenza di un’attività estrattiva mineraria a cielo aperto che da circa duecento anni fornisce” La Pomice” alle industrie manifatturiere di tutto il mondo che la utilizzano per produrre cosmetici, abrasivi speciali, detersivi……ed in forma più grossolana anche materiale edilizio( Le case delle Eolie sono state costruite con i blocchi, antisismici, di pomicemento legati tra loro da malte a base di calce, cemento e sabbia pomicifera).
Per estrarre la pomice si deve erodere il versante verso il mare del Monte Pelato, a nord-est dell’isola di Lipari. Si scava, si griglia, si seleziona la grana del materiale per i vari usi, poi si ammucchiano e scaricano a mare i residui di lavorazione costituiti essenzialmente da “sabbia” che ha così creato di conseguenza fondali di colore chiarissimo sui quali l’acqua marina assume trasparenza, colore e tonalità turchese tanto da essere stati definiti ” I Caraibi di Lipari”, con spiagge chiamate “Bianche” e costituendo in un recente passato anche la più “famosa” attrattiva turistica dell’isola di Lipari per la possibilità di scivolare lungo i pendii di pomice fresca….. fino a mare.
Tutto questo ha costituito in passato la più grande attività economica per la popolazione di Lipari, in termini occupazionali e di risorse, in primis gli oneri concessori che costituivano un tempo la maggior entrata del bilancio comunale .
Il prezzo da pagare: per l’aspetto naturalistico e vulcanologico, la progressiva erosione del versante nord-est del monte Pelato(di nome e di fatto) con l’avanzamento del fronte di cava fino all’orlo craterico in sommità e conseguente distruzione dell’originario assetto morfologico. Per i risvolti ambientali ed umani, l’inquinamento determinato dalle impalpabili polveri pomicifere, in passato causa frequente di morte tra gli addetti all’attività manuale estrattiva per silicosi ed altre gravi patologie polmonari; oggi, oltre alle conseguenze negative sulla salute, limitate dalla meccanizzazione dell’attività per quanto riguarda gli addetti, ma aggravate dalle maggiori superfici di cava per la popolazione residente dei dintorni, avviene che, soprattutto nelle giornate di vento la finissima polvere di pomice viene trasportata ovunque creando notevoli problemi al normale svolgimento delle attività residenziali e turistiche. Se a tutto ciò aggiungiamo che l’attività estrattiva non è più così commercialmente conveniente come in passato, che gli oneri concessori oggi riscossi dal Comune di Lipari sono talmente esigui da non rappresentare più una consistente risorsa nel bilancio dell’Amministrazione e quindi un beneficio per la collettività, che da anni si discute di riconversione per questa attività produttiva senza concretizzare alcunchè, BEN VENGA anche l’intervento dell’Unesco che ha condizionato l’ingresso delle Eolie nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità alla definitiva interruzione dell’attività di cava auspicando la progressiva riqualificazione dell’attività e del sito nell’interesse generale.

Le Cave di Pomice sono state chiuse d’autorità, con l’intervento della Magistratura che ha posto sotto sequestro l’intera area , gli stabilimenti e le attrezzature.

Dunque la condizione principale posta dall’Unesco è stata, anche se in modo drastico, essenzialmente rispettata. E’ stato quindi scongiurato per il momento il pericolo della cancellazione delle Isole Eolie dalla Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Rimane tuttavia l’onere della riqualificazione dell’area e della riconversione delle attività, bisogna risolvere anche il “problema occupazionale” relativo alle maestranze che non hanno più lavoro e di conseguenza il necessario per vivere e provvedere alla famiglia, bisogna evitare che tutto, come troppo spesso succede, vada in abbandono ed il risultato finale sia peggiore dello stato precedente……….Bisogna mettere a punto in tempi brevissimi il richiesto Piano di Gestione di tutto il Sito Unesco e con esso soddisfare tutte le altre condizioni e raccomandazioni stabilite……Per fare tutte queste cose occorrono idee chiare, professionalità, piani operativi, mezzi finanziari e soprattutto capacità politico-amministrativa..

Si aggiungono…. quindi altri fatti:

In altre parole sarebbe necessario avere già un Piano Generale di Sviluppo che invece non è mai stato redatto e che difficilmente vedrà la luce in tempi ragionevoli se si considera che per il PRG di Lipari sono passati più di vent’anni ed ancora non è stato approvato, che il Piano Regolatore dei Porti, indispensabile per qualsiasi intervento nel settore, sono anni che “naviga” negli Uffici ed ancora non “approda”, che la Comunità isolana non è in grado di produrre strategie collettive efficaci ed innovative abituata com’è all’ individualismo, alla polemica, alla contrapposizione ed al litigio………..probabilmente dovremo purtroppo abituarci…… alle “minacce” dell’Unesco rischiando alla fine di essere banditi…….. per “incapacità” ?

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