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EOLIE NEWS – Eolie e Nebrodi, binomio proponibile?

In ambiente e natura, cultura e società, informazione, notizie, attualità, Turismo Isole Eolie on 27 ottobre 2009 at 00:09

Patrimonio Mondiale dell’Umanità, inserite nella Heritage List dell’Unesco per l’eccezionale valenza naturalistica del loro vulcanico territorio, le Isole Eolie sono diventate ormai un’attrattiva turistica internazionale e sempre più si rende necessaria ed impellente un’adeguata programmazione e pianificazione dello sviluppo generale dell’Arcipelago con la definizione delle principali linee guida da seguire nei vari settori. Questo anche in considerazione del fatto che è indispensabile valutare e coordinare, secondo un proprio modello di sviluppo, progetti, piani, opportunità e proposte che da più parti ed in molteplici occasioni si presentano.

Proprio il tema di un recente convegno ci offre l’occasione per alcune riflessioni ed approfondimenti in merito.

Un intervento del Naturalista Pietro Lo Cascio ci è piaciuto e lo riportiamo integralmente:

“Eolie e Nebrodi, un binomio prescindibile”:

Ho letto la nota inviata dal presidente della Federalberghi Isole Eolie riguardo al recente convegno “Nebrodi ed Eolie, due territori uniti dalla biodiversità” e, pur condividendola nella forma e nella sostanza, ritengo utile aggiungere alcune considerazioni. Il titolo di questo convegno è senz’altro accattivante, ma partendo dal presupposto che l’intero globo sia “unito dalla biodiversità”, mi sfugge quale specifico legame dovrebbe unire l’Arcipelago Eoliano ai monti dell’antistante costa siciliana. La diversità della nostra “biodiversità”, se si perdona il gioco di parole, consiste nel suo “assemblaggio”, che si è realizzato durante mezzo milione di anni in sette piccole isole vulcaniche; se volessimo trovare affinità credibili, dovremmo guardare ad altre isole minori, o alle aree vulcaniche (per esempio, l’Etna); sempre per puro gusto speculativo, potremmo guardare alle isole toscane, un sistema insulare complesso e articolato come il nostro, o con un po’ di fantasia addirittura ad arcipelaghi lontani di uguale o maggiore valore ambientale, come le Galápagos. Tuttavia, restano speculazioni di scarsa utilità. La nostra grande “diversità” sta infatti nell’unicità di alcune caratteristiche che, messe insieme, rendono il nostro territorio profondamente diverso da altri.
È chiaro che, se la cosa si vede dalla “terraferma” (che per noi resta l’isola maggiore), il tentativo di agganciare la propria diversità alla nostra riveste una certa utilità, perché le Eolie sono patrimonio dell’umanità, figurano da decenni nei libri di geologia e di archeologia, rappresentano una delle destinazioni turistiche di rilievo del Mediterraneo e, in sintesi, sono ormai parte dell’immaginario collettivo come luoghi “assoluti” e unici. Senza nulla togliere alla grande importanza ambientale e culturale dei Nebrodi, è evidente come questo territorio stia misurandosi solo oggi con una fase di “esternalizzazione” delle proprie valenze, nuova e stimolante per i comuni e per l’ente parco che lo gestiscono, ma che si realizza con scelte oculate, graduali e a lungo termine, investendo nelle proprie risorse (inclusa quella dell’ospitalità) e nella propria immagine, a meno che … a meno che non ci si aggreghi a qualcosa che già dispone di un’immagine forte. Ed ecco che nasce il “binomio imprescindibile” citato dal commissario dell’ente parco dei Nebrodi, quello che – appunto – unisce Nebrodi ed Eolie.
Questo tentativo è utile per chi lo fa, ma non è detto che lo sia per chi lo riceve. Se la cosa la vediamo dalle isole, infatti, questo binomio è l’anticamera di una “banalizzazione”.
In Sicilia, come i Nebrodi, ci sono le Madonie, gli Iblei, i Sicani, mentre come le Eolie ci sono solo le Eolie. Questo aspetto sfugge a chi dichiara di condividere “un progetto strategico che mette in relazione il parco dei Nebrodi con le sue bellezze ambientali, architettoniche e faunistiche e le Isole Eolie con le sue meraviglie marine” (commissario ente parco Antonio Ceraolo, convegno “La biodiversità che unisce”, http://www.parks.it, 5/6/2008). Tutto qua, dunque? Si soggiorna nei Nebrodi circondati dalle bellezze locali e poi si prende un barcone per andare a fare un bagnetto alle Eolie, uno stabilimento balneare senza nemmeno la dignità di un pied-à-terre, con qualche isola a contorno (opaco) delle decantate “meraviglie marine”.
A rafforzare questo disegno abbastanza sconfortante concorrono precise iniziative, come quella del convegno “Sviluppo del comprensorio Nebrodi-Eolie” (febbraio 2009, con l’autorevole partecipazione degli esponenti del PDL siciliano on. Miccichè e sen. Mauro), o ancora la brillante e recente intuizione dell’assessore regionale Strano (sempre PDL), maturata mentre la Siremar affonda nel disinteresse e nell’incertezza, ovvero dotarci di un collegamento in aliscafo Sant’Agata di Militello-Eolie che, come è noto, riveste una fondamentale importanza nell’assetto dei nostri trasporti marittimi. Immaginate che svolta per le casalinghe eoliane, al rientro da una comoda spesa, con la borsa ricolma di ottimi salumi e formaggi nebrodensi?
Il problema è che se oltre trenta comuni fanno quadrato attorno all’idea di aggregarsi al “prodotto Eolie” per assorbirlo come servizio aggiuntivo della propria offerta turistica, chi gestisce la programmazione economica a livello regionale (e nazionale) e ha le “chiavi” dei fondi strutturali europei finirà per ascoltarli, perché trenta comuni rappresentano un bacino elettorale tale da offuscare la memoria di 10.000 elettori eoliani. Il problema assume dunque contorni politici, anzi, è eminentemente politico. Non sarà che le Eolie non sono ancora un Parco perché, tanto, c’è il Parco dei Nebrodi? Si potrebbe cominciare a sciorinare dietrologie, più o meno sostenibili, ma non è questo il punto. Un punto, a nostro sfavore, è anche l’atteggiamento silente, o in qualche caso consenziente, dimostrato finora dalle amministrazioni eoliane di fronte a questo tenace tentativo di sovvertire l’ordine naturale delle cose; atteggiamento che risente forse dei vincoli imposti da equilibri che regolano i rapporti all’interno della compagine PDL, e in particolare di quella regionale. Per questo, temo che il tavolo tecnico chiesto dal presidente della Federalberghi eoliana, qualora attivato, sia destinato a trasformarsi nell’ennesimo tavolo-farsa, cui recenti tavoli (vedi quelli sui trasporti) ci hanno inesorabilmente abituato. Una strategia innovativa dovrebbe perseguire, da oggi e con scelte coraggiose, un ulteriore rafforzamento di una identità autonoma delle Eolie quale sistema unico e irripetibile di “diversità”, biologica, geologica, storica, archeologica, antropica; un sistema che può riacquistare spessore, attenzione e credibilità solo attraverso l’istituzione di un’Area Marina Protetta e, soprattutto, di un Parco Nazionale. Una forte identità è l’antitesi dello scomodo ruolo di “valore aggiunto”, o di specchietto per le allodole, nel quale è certamente destinato a confinarci “l’imprescindibile binomio”. Se non si prescinde in fretta, invece, finiremo per assistere alla destinazione di risorse verso un comprensorio nel quale, tra i potenziali beneficiari, è estremamente probabile che le isole figurino ultime, per molteplici ragioni (estensione territoriale, popolazione, sviluppo di infrastrutture e altro ancora). Gli ingredienti per una scelta di questo tipo ci sono. La sensazione sconfortante è, invece, che i cuochi siano distratti, o manchino del tutto.

Pietro Lo Cascio*

* Naturalista, ha lavorato come consulente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze fino al 2000, anno in cui ha deciso di tornare a vivere a Lipari e di intraprendere la strada della libera professione. Si occupa di conservazione delle risorse naturali e di studi sull’ecologia delle isole mediterranee, attraverso consulenze per università, enti pubblici e aree protette che lo hanno portato a maturare stimolanti esperienze di lavoro – oltre che alle Eolie – nell’Arcipelago Toscano, nelle Isole Pelagie e in alcune isole della Grecia, della Croazia e della Tunisia

Nel 1999 accompagna la commissione dell’Unesco durante la visita nell’arcipelago per definire la sua inclusione nella prestigiosa World Heritage List, dichiarando le nostre isole “Patrimonio dell’Umanità”. Nel 2000, sotto il coordinamento del prof. Vincenzo Cabianca, realizza le sezioni di Biogeografia Generale e di Biogeografia Eoliana del Museo Archeologico Regionale Eoliano. Nello stesso periodo, è uno dei responsabili di “Eolife99”, l’unico progetto Life Natura finora realizzato nelle nostre isole ammesso al finanziamento dall’Unione Europea. Nel 2001 è tra i fondatori di Nesos, un’associazione impegnata nelle ricerche sul territorio e nella promozione dell’ecoturismo quale risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile delle Eolie. Nel 2002 è l’unico rappresentante della nostra comunità invitato a prendere parte in qualità di relatore al convegno “The Fire between Air and Water”, organizzato da Unesco Italia e dalla Regione Siciliana nel Castello di Lipari. Nel 2004, sempre a Lipari, organizza il congresso scientifico internazionale “5th International Symposium on the Lacertids of the Mediterranean Basin”. Tra il 1999 e il 2007 ha ricoperto numerosi incarichi di docenza e di progettazione didattica nel settore della formazione di nuove figure professionali in ambito ambientale, prendendo parte anche a diversi progetti scolastici per la conoscenza del territorio e del suo patrimonio naturalistico. Amante della musica e della cultura latinoamericana, ha collaborato inoltre alla realizzazione di alcune manifestazioni (Festival Eolatino, Lipartango) che hanno animato il panorama ricreativo, culturale e turistico delle isole durante gli ultimi anni.

È autore di una sessantina di pubblicazioni apparse su riviste scientifiche nazionali e internazionali, di alcuni articoli su riviste del settore turistico (Isole & Isole, Mythos) e di nove libri, tre dei quali dedicati alle Eolie (la “Guida naturalistica alle Isole Eolie”, pubblicata per L’Epos nel 1997 e con una nuova edizione nel 2003, e “Fossili vegetali in depositi vulcanici delle Isole Eolie e di Linosa”, realizzato insieme ai ricercatori dell’Università di Bologna per il Centro Studi nel 2002); inoltre, è tra gli autori del capitolo sull’arcipelago nella nuova guida “L’Italia dei vulcani” del Touring Club Italiano. Per la promozione del patrimonio naturalistico delle Eolie, ha collaborato alla realizzazione di alcuni video e programmi Rai, come “Linea Blu”, “Ambiente Italia” e “Sereno Variabile”. Tra i contributi più significativi per la difesa dell’ambiente, infine, la partecipazione alla redazione delle “controvalutazioni” di impatto ambientale sul Ponte dello Stretto, accolte dall’Unione Europea, che nel 2003 hanno permesso di bloccare i finanziamenti comunitari destinati a un’opera fondata su incertezza tecnica, scempio paesaggistico e costi folli, anche in termini di sicurezza sociale ed economica. (Piero Roux)

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EOLIE NEWS – Rolex Middle Sea Race: Icap Leopard primo a Malta

In informazione, notizie, attualità, Sport- Vela on 19 ottobre 2009 at 15:56

Velanet – notizie

19.10.2009 -” Il Farr 100 Icap Leopard ha tagliato per primo il traguardo di questa edizione della Rolex Middle Sea Race alle 11:59:33 di stamani. Il supermaxi di Mike Slade è ancora primo in questa stagione dopo la vittoria al Fastnet.

Icap Leopard ha concluso le 606 miglia della regata in 48 ore 19 minuti 33 secondi, senza riuscire, per soli 24 minuti e 30 secondi, a battere il record stabilito da Rambler nel 2007.

La Rolex Middle Sea Race 2009 ha preso il via sabato mattina da Grand Harbour. Al suono dei cannoni della Saluting Battery, alta sul mare, la flotta più grande che abbia mai lasciato Malta dopo la ritirata dei Turchi alla fine del Grande Assedio nel 1565 è partita per affrontare un’avventura di 606 miglia nautiche. Sessantanove yacht hanno tagliato la linea di partenza, che ha utilizzato Forte Sant’Angelo come pin end (estremità di sinistra). La folla ha gremito ogni punto d’osservazione del lato sud di Valletta, ammirando in prima persona l’inizio di una nuova era in questa regata classica.

Alla partenza gli yacht più grandi della flotta avevano il presentimento che le condizioni meteo previste avrebbero potuto consentire di battere il record della regata.

Alle 19.00 di domenica, il potente super maxi aveva oltrepassato l’angolo nord occidentale della Sicilia con uno svantaggio di due ore esatte rispetto al tempo stabilito dall’attuale detentore del record, svantaggio poi ridotto ai 24 minuti alla fine della corsa.

In effetti la flotta ha trovato vento forte e mare agitato al largo della costa settentrionale della Sicilia, che Slade e il suo equipaggio hanno sfruttato per tentare di stabilire il nuovo record, poi mancato di un soffio, ma le difficili condizioni incontrate dalla flotta hanno messo a dura prova le imbarcazioni e ci sono stati diversi ritiri ed avarie, tra cui quello del maxi USA Bella Mente.

Le prossime imbarcazioni attese sul traguardo di Malta sono Beau Geste e in seguito un gruppo composto da Alegre (GBR), Rán (GBR), Luna Rossa (ITA) e i due Vor70 Ericsson (SWE) e Intermatica (ITA)”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO di eoliefreelance

ICAP LEOPARD, primo in tempo reale, è quinto nella classifica generale provvisoria in tempo compensato che vede al primo posto ALEGRE, al secondo BEAU GESTE, al terzo LUNA ROSSA, al quarto RAN….Il resto della flotta arranca con poco vento tra Favignana e Pantelleria, molti i ritiri (più di un 1/3 dei partecipanti) dovuti essenzialmente alle condizioni meteo estremamente variabili, dal vento forte alla quasi bonaccia nelle pause tra un groppo e l’altro ed ora sta arrivando lo scirocco….sempre più duro guadagnare il traguardo!

Eolie news, Vela – La Middle Sea Race alle Eolie

In informazione, notizie, attualità, Sport- Vela, Turismo Isole Eolie on 17 ottobre 2009 at 15:15

La  famosa regata velica in transito alle Eolie.

Isole Eolie, Lipari – Anche quest’anno la Middle Sea Race, la più importante regata velica d’altura del Mediterraneo, tocca le Eolie. A Stromboli il primo giro di boa attorno a Strombolicchio dopo la partenza da Malta, avvenuta stamattina alle 11.00 ed il passaggio nello Stretto di Messina.
Oggi tempo variabile con cielo coperto e temporali,  vento di debole intensità da ovest in intensificazione fino a forza 5-6  dalla serata, nella notte si profila una movimentata virata a Stromboli ed un faticoso lato di bolina stretta in direzione Palermo, poi le Egadi e lo Stretto di Sicilia.

“…Negli anni la Rolex Middle Sea Race ha richiamato tanti personaggi diversi, soprattutto nella categoria degli equipaggi composti di due soli velisti. Quest’anno non fa eccezione e numerosi sono i team “ristretti” iscritti alla regata, tra cui i monoscafi Cambo III (GBR), Cymba (ITA) e Nemesis CredalTrust (MLT) e i multiscafi High Q1 (GER) e Silver Chiller (GER). Navigare per 606 miglia nautiche con un equipaggio completo è una notevole impresa fisica. Coprire la stessa distanza con solo due persone a bordo è una grande sfida psicologica. Invariabilmente, le barche di questa categoria tendono a essere le più piccole della flotta, quindi anche con un equipaggio completo sarebbero quelle che rimangono in mare più a lungo.”

Lorenzo Bodini, skipper e timoniere di Intermatica VO70 commenta la vigilia della partenza: “Sono molto contento di prendere parte a questa regata, una delle più affascinanti del Mediterraneo. Le previsioni meteo annunciano vento sostenuto per i primi due giorni, una condizione che sarà impegnativa per tutti noi, ma che potrà tirare fuori il meglio da questo tipo di imbarcazione.”

“..Nella Rolex Middle Sea Race paga non dare nulla per scontato; per vincere la regata devi prima completare il percorso. Cosa non da poco con solo due persone a bordo. Trovarsi sulla linea di partenza di una regata come questa è già una vittoria di per sé stessa. Tagliare il via con solo due velisti a bordo aggiunge peso a questa impresa e l’accoglienza più calorosa spetta sempre agli equipaggi doppi, del luogo o esteri.”

La Rolex Middle Sea Race 2009 ha preso il via da Grand Harbour alle 11.00 CEST di sabato 17 ottobre.

Le barche iscritte sono settantasette ed il record da battere appartiene al maxi Rambler di George David (USA) che lo ottenne nel 2007 impiegando poco meno di 48 ore a completare l’intero percorso di 606 miglia.

Segui la regata on line, guarda il tracker con le posizioni e le rotte delle imbarcazioni partecipanti:

http://www.rolexmiddlesearace.com/tracker/index.cfm