eoliefreelancereport

Archive for the ‘ambiente e natura’ Category

EOLIE NEWS REFERENDUM: Le centrali più inquinanti come anidride carbonica? Quelle nucleari

In ambiente e natura, informazione on 6 giugno 2011 at 22:50

Una centrale nucleare

Un interessante articolo sul nucleare pubblicato online, lo riporto integralmente:

05/06/2011

Questa sera ho visto (per la prima volta su Rai Uno e quasi alle 19, quindi un orario decente) lo spot autogestito relativo ai referendum sul nucleare. Chiaramente ognuno può pensarla come vuole, ed accettare di votare sì o no (chi non andrà a votare, moralmente parlando, non avrà alcun diritto di protestare, quando gli costruiranno una centrale nucleare davanti casa o quando gli uscirà melma puzzolente dal rubinetto).
Tuttavia una cosa mi ha colpito: chi afferma il sì al nucleare, dà due affermazioni che non solo sono fuorvianti, ma sono fatte in malafede.
La prima è che le centrali nucleari non producono emissioni di anidride carbonica; la seconda che “solo il 5% delle scorie prodotte sono ad alta pericolosità e saranno pericolose per secoli”.
Innanzitutto un dato: una centrale nucleare EPR, come quella che si vuole costruire in Italia, da 800 Mw, consuma ogni anno circa 30 tonnellate di uranio arricchito. Forse avrete sentito questo termine, ma spieghiamiolo un attimo. L’uranio in natura è un miscuglio di tre tipi diversi (si chiamano “isotopi”): si chiamano uranio 235, uranio 236 e uranio 238. I diversi numeri indicano la somma di protoni (92 in tutti e tre i casi) e dei neutroni, che possono essere 143, 144 o 146. Quest’ultimo tipo è presente solo in percentuali intorno al 2-3%, ma è quello più utile. Quindi l’uranio viene messo in centrifughe ad altissima velocità (come le lavatrici, ma molto più veloci) che a poco a poco, grazie ad un processo fisico, trasformano l’uranio presente in uranio 238. Quando la percentuale è salita al 20%, è utile per la centrale nucleare. Se si continua, si può utilizzare per costruire bombe atomiche. Quello che rimane è chiamano “uranio impoverito” ed è tossico e cancerogeno; viene utilizzato per creare i proiettili anticarro sparati dai cannoni o dagli aerei ed elicotteri.
Per creare 30 tonnellate di uranio arricchito, buone per il funzionamento per un anno della centrale nucleare, servono circa 200 tonnellate di uranio. E dove lo si trova l’uranio? Beh, è molto diffuso, si trova in diversi tipi di rocce, ma è sempre a bassa concentrazione. Ormai sono pochi i giacimenti dove l’uranio costituisce il 2% delle rocce; per lo più si sfruttano giacimenti che hanno il 5 per mille della sostanza richiesta o poco più. Quindi, per ottenere 200 tonnellate di uranio, bisogna scavare 40 mila tonnellate di roccia. E questo avverrebbe senza emissioni di anidride carbonica? I trituratori funzionerebbero senza emettere anidride carbonica? E i setacci? E i separatori? E’ tutto un complesso di strumenti che funzionano meccanicamente con motori a benzina. E l’inquinamento dell’atmosfera è enorme. Anche perchè io parlo di una sola centrale. Ma in programma ce ne sono quattro. Chi propone il nucleare, è disposto a reggere l’inquinamento ambientale, paesaggistico e via elencando, provocato dallo scavare 160 mila tonnellate di roccia?
La seconda è sulle scorie. “Solo il 5% è altamente radioattiva”, dicono i sostenitori del nucleare. Ma il 5% di 30 tonnellate di uranio, vuol dire che ogni anno avremmo 1,5 tonnellate di scorie altamente radioattive per ciascuna delle centrali. E parliamo di sostanze che non possono essere conservate da nessuna parte. Al massimo le si può tenere sotto controllo per una ventina di anni, surgelando le scorie ed infilandole in bidoni di cemento, come si fa di solito. Ma è solo una misura tampone. Al mondo non c’è nessuna nazione che ha un deposito di scorie ad alta radioattività che possa essere definito sicuro.
Ma chi le spiega queste cose? Qui sta succedendo qualcosa di strano: non c’è mai nessuno che spieghi tecnicamente cosa succede col nucleare. In questa maniera vengono avallate tutte le scempiaggini che pseudo-scienziati, professori ed altri venduti vanno raccontando in TV

di Antonio Rispoli

Annunci

EOLIE NEWS – Anche alle Eolie i referendum per l’acqua

In ambiente e natura, informazione, notizie, attualità on 17 aprile 2010 at 08:24

Tre referendum per l’acqua pubblica

Il 24 Aprile parte in tutta Italia la raccolta firme

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.

A partire dal sabato 24 aprile inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.

Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione Comunista sostengono la campagna referendaria promossa dal Forum, e allestiranno due banchetti per la raccolta firme a Lipari:

Sabato 8 Maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.30 Via Vittorio Emanuele
Domenica 9 Maggio dalle ore 10.00 alle ore 12.30 Piazza Ugo di Sant’Onofrio (Marina Corta)

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

Perchè tre referendum sull’acqua

Il costituendo Comitato Promotore

I referenti territoriali della campagna referendaria

I materiali per la raccolta firme

Leggi la relazione introduttiva e i tre quesiti referendari

Si scrive acqua ma si legge democrazia

INFO: www.acquabenecomune.org

Eolie News – Salina: Il Faro di Lingua resiste ancora..ma fino a quando?

In ambiente e natura, informazione, notizie, attualità on 29 novembre 2009 at 00:23

Il Faro di Punta Lingua

Rischio di crollo per il Faro di Lingua, emessa un’ordinanza del Comune di S. Marina Salina.

Sono anni che la zona del Faro di Lingua va in malora massacrata dalle mareggiate di grecale e ponente-libeccio che hanno progressivamente smantellato la “protezione” di massi buttati alla meno peggio a parziale ridosso. Basta guardare la foto per meravigliarsi di come il Faro sia ancora in piedi, resistendo strenuamente alla forza dei marosi ed all’incuria ed insipienza degli uomini. Eppure la sua funzione è estremamente importante, segnalando un punto delicato e pericoloso del Canale di Salina che qui si restringe anche con una secca che si protende insidiosa al largo proprio ad incrociare la rotta del naviglio in transito.
Bene! Finalmente anche le Autorità si sono accorte che la situazione da precaria sta diventando pericolosa anche “a terra” ed il sindaco Lo Schiavo, confortato dai pareri dell’Ufficio tecnico comunale e della Delegazione di spiaggia, ha emesso un’ordinanza di divieto assoluto di accesso, transito e stazionamento nell’area circostante il Faro di Punta Lingua, appartenente al Demanio, a salvaguardia della pubblica incolumità.
Il Sindaco ha fatto quanto dovuto per la sicurezza, notificando il provvedimento anche a Carabinieri, Corpo Forestale, Prov. Reg. settore Riserva e Parchi, Cap. di Porto, Ass. Territorio Ambiente e Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Messina.
A questo punto tutti sono stati avvisati….il Faro ora.. può crollare!

Questo purtroppo rischia di essere il solito epilogo di situazioni come questa.

Le sabbie mobili della burocrazia, la politica dell’improvvisazione e la pianificazione territoriale ed ambientale ricca di demagogia, di propositi, di vincoli e divieti, ma drammaticamente povera di pragmatismo e di risorse, lasciano poche speranze…

Ma il sindaco Lo Schiavo continua a darsi da fare ricorrendo a tutte le Istituzioni interessate per una definitiva sistemazione non solo del Faro bensì anche di tutta l’area circostante costituita da ciò che rimane della salina, ovvero di tutto il laghetto di Lingua, sito di notevolissimo interesse storico ed ambientale, che fin dall’antichità ha prodotto il sale necessario ai fabbisogni produttivi dell’isola che ne ha anche ereditato l’attuale denominazione (Salina).

Ci auguriamo tutti che la tenacia del Sindaco sia coronata da successo….

EOLIE NEWS – Eolie e Nebrodi, binomio proponibile?

In ambiente e natura, cultura e società, informazione, notizie, attualità, Turismo Isole Eolie on 27 ottobre 2009 at 00:09

Patrimonio Mondiale dell’Umanità, inserite nella Heritage List dell’Unesco per l’eccezionale valenza naturalistica del loro vulcanico territorio, le Isole Eolie sono diventate ormai un’attrattiva turistica internazionale e sempre più si rende necessaria ed impellente un’adeguata programmazione e pianificazione dello sviluppo generale dell’Arcipelago con la definizione delle principali linee guida da seguire nei vari settori. Questo anche in considerazione del fatto che è indispensabile valutare e coordinare, secondo un proprio modello di sviluppo, progetti, piani, opportunità e proposte che da più parti ed in molteplici occasioni si presentano.

Proprio il tema di un recente convegno ci offre l’occasione per alcune riflessioni ed approfondimenti in merito.

Un intervento del Naturalista Pietro Lo Cascio ci è piaciuto e lo riportiamo integralmente:

“Eolie e Nebrodi, un binomio prescindibile”:

Ho letto la nota inviata dal presidente della Federalberghi Isole Eolie riguardo al recente convegno “Nebrodi ed Eolie, due territori uniti dalla biodiversità” e, pur condividendola nella forma e nella sostanza, ritengo utile aggiungere alcune considerazioni. Il titolo di questo convegno è senz’altro accattivante, ma partendo dal presupposto che l’intero globo sia “unito dalla biodiversità”, mi sfugge quale specifico legame dovrebbe unire l’Arcipelago Eoliano ai monti dell’antistante costa siciliana. La diversità della nostra “biodiversità”, se si perdona il gioco di parole, consiste nel suo “assemblaggio”, che si è realizzato durante mezzo milione di anni in sette piccole isole vulcaniche; se volessimo trovare affinità credibili, dovremmo guardare ad altre isole minori, o alle aree vulcaniche (per esempio, l’Etna); sempre per puro gusto speculativo, potremmo guardare alle isole toscane, un sistema insulare complesso e articolato come il nostro, o con un po’ di fantasia addirittura ad arcipelaghi lontani di uguale o maggiore valore ambientale, come le Galápagos. Tuttavia, restano speculazioni di scarsa utilità. La nostra grande “diversità” sta infatti nell’unicità di alcune caratteristiche che, messe insieme, rendono il nostro territorio profondamente diverso da altri.
È chiaro che, se la cosa si vede dalla “terraferma” (che per noi resta l’isola maggiore), il tentativo di agganciare la propria diversità alla nostra riveste una certa utilità, perché le Eolie sono patrimonio dell’umanità, figurano da decenni nei libri di geologia e di archeologia, rappresentano una delle destinazioni turistiche di rilievo del Mediterraneo e, in sintesi, sono ormai parte dell’immaginario collettivo come luoghi “assoluti” e unici. Senza nulla togliere alla grande importanza ambientale e culturale dei Nebrodi, è evidente come questo territorio stia misurandosi solo oggi con una fase di “esternalizzazione” delle proprie valenze, nuova e stimolante per i comuni e per l’ente parco che lo gestiscono, ma che si realizza con scelte oculate, graduali e a lungo termine, investendo nelle proprie risorse (inclusa quella dell’ospitalità) e nella propria immagine, a meno che … a meno che non ci si aggreghi a qualcosa che già dispone di un’immagine forte. Ed ecco che nasce il “binomio imprescindibile” citato dal commissario dell’ente parco dei Nebrodi, quello che – appunto – unisce Nebrodi ed Eolie.
Questo tentativo è utile per chi lo fa, ma non è detto che lo sia per chi lo riceve. Se la cosa la vediamo dalle isole, infatti, questo binomio è l’anticamera di una “banalizzazione”.
In Sicilia, come i Nebrodi, ci sono le Madonie, gli Iblei, i Sicani, mentre come le Eolie ci sono solo le Eolie. Questo aspetto sfugge a chi dichiara di condividere “un progetto strategico che mette in relazione il parco dei Nebrodi con le sue bellezze ambientali, architettoniche e faunistiche e le Isole Eolie con le sue meraviglie marine” (commissario ente parco Antonio Ceraolo, convegno “La biodiversità che unisce”, http://www.parks.it, 5/6/2008). Tutto qua, dunque? Si soggiorna nei Nebrodi circondati dalle bellezze locali e poi si prende un barcone per andare a fare un bagnetto alle Eolie, uno stabilimento balneare senza nemmeno la dignità di un pied-à-terre, con qualche isola a contorno (opaco) delle decantate “meraviglie marine”.
A rafforzare questo disegno abbastanza sconfortante concorrono precise iniziative, come quella del convegno “Sviluppo del comprensorio Nebrodi-Eolie” (febbraio 2009, con l’autorevole partecipazione degli esponenti del PDL siciliano on. Miccichè e sen. Mauro), o ancora la brillante e recente intuizione dell’assessore regionale Strano (sempre PDL), maturata mentre la Siremar affonda nel disinteresse e nell’incertezza, ovvero dotarci di un collegamento in aliscafo Sant’Agata di Militello-Eolie che, come è noto, riveste una fondamentale importanza nell’assetto dei nostri trasporti marittimi. Immaginate che svolta per le casalinghe eoliane, al rientro da una comoda spesa, con la borsa ricolma di ottimi salumi e formaggi nebrodensi?
Il problema è che se oltre trenta comuni fanno quadrato attorno all’idea di aggregarsi al “prodotto Eolie” per assorbirlo come servizio aggiuntivo della propria offerta turistica, chi gestisce la programmazione economica a livello regionale (e nazionale) e ha le “chiavi” dei fondi strutturali europei finirà per ascoltarli, perché trenta comuni rappresentano un bacino elettorale tale da offuscare la memoria di 10.000 elettori eoliani. Il problema assume dunque contorni politici, anzi, è eminentemente politico. Non sarà che le Eolie non sono ancora un Parco perché, tanto, c’è il Parco dei Nebrodi? Si potrebbe cominciare a sciorinare dietrologie, più o meno sostenibili, ma non è questo il punto. Un punto, a nostro sfavore, è anche l’atteggiamento silente, o in qualche caso consenziente, dimostrato finora dalle amministrazioni eoliane di fronte a questo tenace tentativo di sovvertire l’ordine naturale delle cose; atteggiamento che risente forse dei vincoli imposti da equilibri che regolano i rapporti all’interno della compagine PDL, e in particolare di quella regionale. Per questo, temo che il tavolo tecnico chiesto dal presidente della Federalberghi eoliana, qualora attivato, sia destinato a trasformarsi nell’ennesimo tavolo-farsa, cui recenti tavoli (vedi quelli sui trasporti) ci hanno inesorabilmente abituato. Una strategia innovativa dovrebbe perseguire, da oggi e con scelte coraggiose, un ulteriore rafforzamento di una identità autonoma delle Eolie quale sistema unico e irripetibile di “diversità”, biologica, geologica, storica, archeologica, antropica; un sistema che può riacquistare spessore, attenzione e credibilità solo attraverso l’istituzione di un’Area Marina Protetta e, soprattutto, di un Parco Nazionale. Una forte identità è l’antitesi dello scomodo ruolo di “valore aggiunto”, o di specchietto per le allodole, nel quale è certamente destinato a confinarci “l’imprescindibile binomio”. Se non si prescinde in fretta, invece, finiremo per assistere alla destinazione di risorse verso un comprensorio nel quale, tra i potenziali beneficiari, è estremamente probabile che le isole figurino ultime, per molteplici ragioni (estensione territoriale, popolazione, sviluppo di infrastrutture e altro ancora). Gli ingredienti per una scelta di questo tipo ci sono. La sensazione sconfortante è, invece, che i cuochi siano distratti, o manchino del tutto.

Pietro Lo Cascio*

* Naturalista, ha lavorato come consulente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze fino al 2000, anno in cui ha deciso di tornare a vivere a Lipari e di intraprendere la strada della libera professione. Si occupa di conservazione delle risorse naturali e di studi sull’ecologia delle isole mediterranee, attraverso consulenze per università, enti pubblici e aree protette che lo hanno portato a maturare stimolanti esperienze di lavoro – oltre che alle Eolie – nell’Arcipelago Toscano, nelle Isole Pelagie e in alcune isole della Grecia, della Croazia e della Tunisia

Nel 1999 accompagna la commissione dell’Unesco durante la visita nell’arcipelago per definire la sua inclusione nella prestigiosa World Heritage List, dichiarando le nostre isole “Patrimonio dell’Umanità”. Nel 2000, sotto il coordinamento del prof. Vincenzo Cabianca, realizza le sezioni di Biogeografia Generale e di Biogeografia Eoliana del Museo Archeologico Regionale Eoliano. Nello stesso periodo, è uno dei responsabili di “Eolife99”, l’unico progetto Life Natura finora realizzato nelle nostre isole ammesso al finanziamento dall’Unione Europea. Nel 2001 è tra i fondatori di Nesos, un’associazione impegnata nelle ricerche sul territorio e nella promozione dell’ecoturismo quale risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile delle Eolie. Nel 2002 è l’unico rappresentante della nostra comunità invitato a prendere parte in qualità di relatore al convegno “The Fire between Air and Water”, organizzato da Unesco Italia e dalla Regione Siciliana nel Castello di Lipari. Nel 2004, sempre a Lipari, organizza il congresso scientifico internazionale “5th International Symposium on the Lacertids of the Mediterranean Basin”. Tra il 1999 e il 2007 ha ricoperto numerosi incarichi di docenza e di progettazione didattica nel settore della formazione di nuove figure professionali in ambito ambientale, prendendo parte anche a diversi progetti scolastici per la conoscenza del territorio e del suo patrimonio naturalistico. Amante della musica e della cultura latinoamericana, ha collaborato inoltre alla realizzazione di alcune manifestazioni (Festival Eolatino, Lipartango) che hanno animato il panorama ricreativo, culturale e turistico delle isole durante gli ultimi anni.

È autore di una sessantina di pubblicazioni apparse su riviste scientifiche nazionali e internazionali, di alcuni articoli su riviste del settore turistico (Isole & Isole, Mythos) e di nove libri, tre dei quali dedicati alle Eolie (la “Guida naturalistica alle Isole Eolie”, pubblicata per L’Epos nel 1997 e con una nuova edizione nel 2003, e “Fossili vegetali in depositi vulcanici delle Isole Eolie e di Linosa”, realizzato insieme ai ricercatori dell’Università di Bologna per il Centro Studi nel 2002); inoltre, è tra gli autori del capitolo sull’arcipelago nella nuova guida “L’Italia dei vulcani” del Touring Club Italiano. Per la promozione del patrimonio naturalistico delle Eolie, ha collaborato alla realizzazione di alcuni video e programmi Rai, come “Linea Blu”, “Ambiente Italia” e “Sereno Variabile”. Tra i contributi più significativi per la difesa dell’ambiente, infine, la partecipazione alla redazione delle “controvalutazioni” di impatto ambientale sul Ponte dello Stretto, accolte dall’Unione Europea, che nel 2003 hanno permesso di bloccare i finanziamenti comunitari destinati a un’opera fondata su incertezza tecnica, scempio paesaggistico e costi folli, anche in termini di sicurezza sociale ed economica. (Piero Roux)

LIPARI, ORA ANCHE I CANI ABBANDONATI HANNO UN SITO INTERNET.

In ambiente e natura, cultura e società, informazione, notizie, attualità on 23 dicembre 2008 at 18:51

Lipari, Isole Eolie. E’ nato www.Eoloa4zampe.com il sito web che l’Associazione Onlus Eolo a 4 Zampe ha pubblicato in rete in questi giorni.

Giorgia Sipione è la Webmaster del nuovo sito nel quale vengono illustrate e descritte le strutture e le attività svolte dai volontari dell’Associazione che da anni si prodigano, tra mille difficoltà ed incomprensioni, nel Canile Rifugio di Vallone Bianco.

Abbiamo così l’opportunità di conoscere anche gli ospiti a quattro zampe che vengono giornalmente accuditi e sfamati grazie all’Associazione, con l’aiuto di pochi volonterosi e le scarse risorse a disposizione; 21 cani, belli ed affettuosi, fotografati singolarmente ed in gruppo, hanno per il momento trovato una “casa” in attesa di essere magari poi accolti in altrettante famiglie e ricambiare l’ospitalità con la loro grande affettuosità. Si può anche adottarne uno a distanza, se non si ha la possibilità di tenerlo vicino lo si può andare poi a trovare anche ogni tanto, si può semplicemente contribuire al suo mantenimento…..

Il Rifugio del Cane, così chiamerei la struttura di Vallone Bianco, necessita infatti di grande impegno umano e finanziario e tutti noi isolani dovremmo dare un aiuto, ognuno per come e quanto possibile, per la sopravvivenza e la gestione di questa importante iniziativa che cerca anche di assolvere il difficile compito di controllare e limitare il fenomeno del Randagismo ponendo in qualche modo rimedio all’indifferenza, alla crudeltà ed irresponsabilità di tanti “individui” che gettano sulla strada(ed anche peggio) al loro ma anche nostro destino, mamme e cuccioli ed ex “amici”…. scomodi.

E’ facile, molto facile, lamentarsi e prendersela poi con i “cuccioli abbandonati e cresciuti” che privi dell’educazione e del sostentamento che avrebbero dovuto ricevere, finiscono per agire semplicemente secondo la loro natura; dovremmo semmai prendercela con il nostro egoismo, la nostra aridità ed incultura che pretende dagli animali il rispetto e la “civiltà” che noi stessi troppo spesso non abbiamo.

Socotra report

In ambiente e natura, informazione, Turismo e Viaggi, viaggi ed avventure nel mondo on 20 dicembre 2008 at 00:12

EOLIE FREELANCE REPORTER  A SOCOTRA.

Socotra è un’isola dell’oceano Indiano, nel Golfo di Aden, sita davanti alla Somalia ma facente parte dello Stato dello Yemen. Nonostante la sua posizione strategica, le influenze delle civiltà indiane, africane ed arabe,  è riuscita a mantenere un “suo” equilibrio ed un isolamento quasi totale per secoli e solo da pochi anni è stata “scoperta” dal Mondo, soprattutto scientifico-naturalistico, per le sue eccezionali risorse naturali, botaniche e faunistiche.

Dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel mese di Luglio del 2008 per il suo valore naturalistico e la sua biodiversità, è la meta preferita di tutti gli amanti della natura incontaminata e dell’eco-turismo.

Proprio per le sue peculiarità Socotra è però ora particolarmente esposta ai rischi della cosiddetta “civilizzazione”, ovvero invadenti strutture turistico-ricettive, strade ed altre infrastrutture territoriali che distruggerebbero irreparabilmente il suo delicato ed affascinante equilibrio ambientale.

Confortante è tuttavia la posizione assunta dalla popolazione locale che, assistita e sostenuta da enti ed organizzazioni internazionali(anche italiane), pare abbia ben compreso l’importanza del mantenimento e della valorizzazione del proprio patrimonio naturale offrendo al visitatore un soggiorno perlopiù itinerante, con strutture e servizi essenziali e l’assistenza di esperte guide  coadiuvate da un efficiente personale logistico per i trasporti, il cibo ed i bivacchi notturni con tende.

Di particolare bellezza, oltre a flora e fauna uniche nel loro genere, gli ambienti montuosi con corsi d’acqua dolce e piscine naturali e quelli costieri con immense spiagge di dune bianchissime e lagune trasparenti.

Socotra è certamente ancora un Paradiso naturale.

Fotografie e commenti in Eolie Freelance Reporter/Socotra-Report.

Isole Eolie, eccellenza ambientale in primo piano.

In ambiente e natura, cultura e società, informazione, notizie, attualità on 1 ottobre 2008 at 01:22

ISOLE EOLIE NEWS, EOLIE NOTIZIE D’ATTUALITA’ E CULTURA, EOLIE AMBIENTE E NATURA.

Sole vento e mare PER LE ISOLE MINORI – ENERGIE RINNOVABILI E PAESAGGIO. 11-12 ottobre – Capri.

Questo il Convegno organizzato da MareVivo per la promozione di un’opportuna politica di gestione delle risorse ambientali delle Isole Minori con l’utilizzo prevalente delle fonti di energia rinnovabili e l’inserimento opportuno delle nuove tecnologie ad esse collegate mediante la ricerca di soluzioni architettoniche che consentano un’integrazione efficace degli impianti con l’ambiente naturale circostante. Su questo tema si intende coinvolgere architetti, ingegneri e tecnici, lanciando nell’occasione un Bando Internazionale di idee e progetti con l’intento di pervenire alla definizione di adeguati modelli di sviluppo da applicare sul territorio delle Isole Minori.

La stessa tematica si iniziava a sviluppare anni fa nelle Isole Eolie, a Lipari, quando all’Amministrazione Comunale del tempo, guidata dal sindaco Michele Giacomantonio, veniva presentata un’interessante proposta intesa come un primo contributo ad una miglior qualità ambientale.

La riportiamo….. visto che ci sembra ancora più che mai d’attualità…

Una proposta per una miglior qualità dell’abitare ed un ambiente più “intelligente”.

Bozza per un Concorso Pubblico di Idee e Progetti sul Tema:

“LA CASA EOLIANA DEL TERZO MILLENNIO”

Creatività e tecnologia per valorizzare ed innovare l’architettura tipica delle Isole Eolie nell’ambito di un modello di sviluppo edilizio ed urbanistico ecoefficiente ed ecocompatibile indirizzato alla definizione della Eolie come luogo di eccellenza ambientale.

Il Concorso intende promuovere nel campo dell’edilizia residenziale una ricerca progettuale che abbia come obiettivo la determinazione di una o più tipologie abitative, mono e plurifamiliari, il più possibile autosufficienti dal punto di vista energetico ed infrastrutturale e che rispondano inoltre ai seguenti requisiti:

a) estetico-morfologici
attinenza alla tradizione architettonica eoliana ed agli elementi compositivi e costruttivi che la contraddistinguono promuovendone l’innovazione fin’anche alla libera interpretazione.

b) funzionali-distributivi
soluzioni progettuali flessibili e polivalenti per un’ampia possibilità di utilizzazione nel territorio ed un’ottimale fruizione degli spazi anche nell’ambito di destinazioni d’uso complementari (es. ricettività turistica stagionale, residenza a servizio di attività produttive e turistiche – Agriturismo, Pescaturismo ed Ittiturismo – ed altre assimilabili).

c) strutturali-costruttivi-tecnologici
rispondenza alle norme antisismiche, utilizzo prevalente di materiali, prodotti e soluzioni impiantistiche ecoefficienti ed ecocompatibili con impiego di fonti di energia naturale e rinnovabile (solare, fotovoltaica, eolica).
Particolare cura deve essere posta nell’inserimento degli elementi tecnologici che devono risultare completamente integrati nell’edificio e nell’ambiente.
Uno studio approfondito deve riguardare lo smaltimento dei rifiuti domestici per i quali si deve tendere a privilegiare soluzioni autonome che mirino ad una pre-lavorazione differenziata per il successivo conferimento come materia prima da riciclare.

d) urbanistici-normativi
conformità a quanto prescritto da specifico allegato riportante i necessari riferimenti alla normativa vigente in materia.

Il Concorso è aperto a tutti i professionisti (geometri, ingegneri, architetti, designers …) iscritti nei rispettivi Albi Professionali.

I progetti saranno suddivisi in due sezioni con rispettive graduatorie di merito:

1. Sezione Eoliana – riservata ai professionisti residenti ed operanti nelle Isole Eolie.

2. Sezione Nazionale ed estera – riservata a tutti gli altri professionisti.

E’ prevista inoltre una Sezione speciale-Giovani, riservata agli studenti eoliani dell’ultimo anno dell’Istituto Tecnico per geometri di Lipari, agli studenti eoliani frequentanti l’ultimo anno nei Licei Artistici ed Istituti d’Arte della Provincia di Messina ed agli studenti eoliani universitari Laureandi in Architettura ed Ingegneria.

I progetti premiati e quelli segnalati saranno presentati a Lipari nel corso di un Convegno che sarà organizzato per l’occasione sulle tematiche inerenti l’argomento.

Arch. Giansanto Lo Giusto